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Carlo Carena detto “il Carlaccio”

Scuola di Alpinismo Giusto Gervasutti
Qualche anno fa era sorta nella Gervasutti una iniziativa atta a tracciare un percorso storico della Scuola in occasione dei 70 anni dalla sua fondazione avvenuta nel 1948. Vicende estranee al mondo della scalata ci hanno distratti da questo interessante proposito e l’anniversario è ormai passato.
La “Gerva” non ha monopolizzato tutto l’alpinismo in ambito torinese dei primi 40 anni del dopoguerra; citerò ad esempio tre nomi di fuoriclasse che nulla hanno avuto a che fare con la scuola: Andrea Mellano, Paolo Armando, Marco Bernardi. Direi però che questi sono quasi delle eccezioni.
A me piace raccontare personaggi ed avventure alpinistiche ed in queste mie ricerche nel passato osservo che sempre compare un passaggio nella scuola Gervasutti, così poco a poco viene anche fuori un po’ di storia della nostra scuola.
Ora voglio raccontare un personaggio particolare il cui alpinismo è nato nella scuola Gervasutti: Carlo Carena detto “L’ Carlaciu”. Seguiranno poi un po’ di vicende di altri due personaggi importanti per la “Gerva”. Il fondatore e suo nipote: Giuseppe Dionisi e Franco Ribetti.

Ugo Manera              

1 Carena e Manera sul Campanile Basso                               

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Adriano Trombetta - Il ricordo di Ugo Manera

Adriano Trombetta

Il 17 febbraio 2017 Adriano Trombetta, guida alpina, istruttore di alpinismo, veniva travolto da una valanga nel canalone dello Chaberton. Con lui perdevano la vita Margherita Beria, maestra di sci, ed Antonio Lovato istruttore della scuola di alpinismo Giusto Gervasutti.

12 Adriano sulla via Incompiuta

Pochi giorni prima al cinema Massimo in Torino, in occasione di proiezioni di films del Banff mountain film festival, ci eravamo ancora scambiato allegre battute e punzecchiature.
Adriano era esuberante in molte cose ma io l’ho trovato sempre simpatico e divertente, oltre che scalatore fantasioso di alto livello. Sfogliando i miei numerosi scritti archiviati sul computer ho trovato una mail che gli avevo inviato quale risposta ad una domanda che mi aveva posto.

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Adriano Trombetta: portatore sano di entusiasmo

Confessiamolo, anche chi si sente più attrezzato e ottimista in questo periodo è vittima di una sottile depressione. L'inattività ci spinge a frugare nei ricordi e nelle cose che ci hanno reso felici, sentiamo il bisogno di essere rincuorati dal passato per guardare al futuro.

 Per caso mi sono imbattuto in questo video che è pura energia positiva, come solo Adriano Trombetta sapeva esprimere con i suoi amici.
Il luogo è l'Orrido di Chianocco, uno dei gioielli più nascosti della Valle di Susa. L'ambiente è straordinario e l'arrampicata fatta spesso di lanci su monoditi e biditi è molto selettiva.

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DIVAGAZIONI ARRAMPICATORIE SUL CORSO AR1

164cd663 772c 4b01 8c45 581159a772b9Saliamo il sentiero che ci porta alle Courbassere, da sempre la storica palestra per eccellenza della scuola G.Gervasutti, dove generazioni di istruttori e allievi si sono approcciati incidendo come una colorata penna vibro i loro nomi sui massi che come teste gigantesche fanno da contorno a noi che, come un gregge irrequieto, riempiamo l’aria di voci e di scherni, per poi trovare lo spazio per i nostri giochi..
Vederci li, tutti insieme con i nostri colori e le nostre attrezzature fa piacere, sembra di essere arrivati su un enorme palcoscenico dove da li a poco, si dovrà girare un film di “cappa e spada”.
Vedo le facce dei ragazzi e delle ragazze che, in cerca della loro sicurezza, si arrovellano per ricordarsi i nodi e le manovre imparate nella lezione teorica.….sarà così per tutta la giornata: tra chi si spiuma le falangi su una placca maledetta, chi si aggroviglia nella corda (anche con il rischio di surriscaldarsi le parti riproduttive‼), chi comincia a usare i denti per far uscire la corda – troppo in tiro – dal rinvio.
Sbababam…. Il copertone viene giù in men che non si dica e tu salti in alto come un grillo! La prova copertone, quella sconosciuta‼!...per un attimo li aveva fatti pensare di essersi iscritti a un corso di formazione per gommisti,…. Ora sanno cosa significhi l’esclamazione: “volo‼‼”..lo hanno appreso e cominciano a preoccuparsi.

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WAFAA AMER: i segreti della scalata a vista

avistaQuanto è bello arrampicare? I bambini si arrampicano ancor prima di imparare a camminare, è un gesto naturale. Forse è questo richiamo ancestrale, che viene dall’antico legame col mondo dei primati a rendere inspiegabile la nostra attrazione per la scalata.
LA SCALATA A VISTA , in particolare, è armonia , velocità di decisione, controllo della forza e dello stato emotivo.
Quando poi lo scenario è grandioso, il vento sferza la montagna e la roccia rivela le sue forme e i suoi colori passo a passo, il momento diventa magico, immortale, da brividi.
Wafaa Amer, in questo video amatoriale e naturale, senza tagli o montaggi ci permette di osservare, quasi spiare non visti, come la leggerezza e l’armonia siano alla base della scalata a vista, ben di più della forza.
Si può arrivare con la mano sbagliata sulla presa, ma anche la gestione dell’errore è importante, lo si elabora da un punto di vista emotivo, lo si accetta e si riparte senza mollare con nuova determinazione.

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