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Terrazza San Lorenzo

Tradurre in realtà, replicabile, un pensiero.

…Voglio un pensiero superficiale
Che renda la pelle splendida…

Apertura L3   diedro trad di L'Eternità finalmente

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Scheda Tecnica

Truc San Martino: Finchè Fuori fa Giorno, a Casa non ci Torno

7a max, 6b obb. - S2

250mt - esposizione Ovest

Note
Bella via nell’ambiente particolarissimo dell’Orrido di Foresto. Si inizia a scalare con una cascata alle spalle e si esce in cima su uno splendido balcone sulla Val di Susa. La roccia è una via di mezzo tra quella dell’Orrido nella parte bassa e Catteissard in alto.
Nonostante la via sia interamente spittata non è una via di falesia ma richiede di sapersi muovere un minimo su terreno d’avventura. Prestare attenzione a non far cadere sassi vista la presenza della ferrata sul lato opposto dell’orrido.
Ideale nelle mezze stagioni e anche d’estate perché la parete è molto ventilata e rimane in ombra fino alle 12.

Materiale
15 rinvii di cui 2 lunghi, non servono friend.

Avvicinamento
In breve per chi conosce la ferrata: si arriva alla fine della ferrata dal sentiero che di solito si fa discesa e si scende l’ultimo pezzo sino al torrente. Lo si attraversa e seguendo per 30m il cavo arrugginito della vecchia ferrata si giunge all’attacco. (40’)

Per chi non conosce la zona: Dalla chiesa di Foresto, dove si parcheggia, si percorre a piedi la strada asfaltata che entra verso l’orrido, prima di entrare si prende la mulattiera che sale in mezzo alla case a sx con indicazioni per il rocciamelone. Si supera qualche bivio dove bisogna tenere la destra (indicazioni per M Molaras) e dopo circa 25’ si arriva all’altezza di una casa. Si prosegue circa 100m, poi si abbandona il sentiero principale e si svolta decisamente a dx in direzione dell’orrido (in questo momento la parete è ben visibile davanti a voi) seguendo il sentiero che arriva dove finisce la ferrata (cavi). Qui è consigliabile imbragarsi e usare una longe. Si scende lungo la ferrata fino a che non si arriva al torrente nell’orrido. Lo si attraversa e seguendo per 30m il cavo arrugginito della vecchia ferrata si giunge all’attacco. (15’)

Descrizione
L1: 6c, Inizia con un breve traverso, una sezione facile su ottime prese porta al singolo di 6c. Poi più facile sino in sosta.
L2: 5, Dalla sosta si va a sinistra, uno spit protegge l’entrata nel canale poi per facili placche si giunge in sosta.
L3: 6b+, Bellissimo tiro, inizio su muro a buone prese, poi dalla cengia inizia una sezione strapiombante su tacche nette, sosta da collegare poco visibile, dall’ultimo spit tenere la sinistra.
L4: 4, Si sale il facile muro (1 spit), si supera una sosta di servizio e si risale a destra il canale (1 spit) fino in sosta alla base della pala finale.
L5: 6a+, inizio in facile diedro poi bei movimenti tecnici su placca nera.
L6: 6c, versione più tecnica e difficile del tiro precedente, bel traverso finale impegnativo, sosta poco visibile in una nicchia.
L7: 7a, Bellissimo tiro che inizia con un breve traverso a sinistra, poi strapiombo (spit poco visibile, si vede all’ultimo) e difficile ristabilimento su tacche, poi più facile fino in sosta su ottima roccia.
L8: 6b, si sale il muro sopra la sosta, dopo un ristabilimento su cengia si traversa a sx con bei movimenti su tacche, si sale il muro rossa di roccia magnifica e si entra in un diedro che si segue fino al termine delle difficoltà, sosta su albero con cordone rosso.

Discesa

Dall’albero si prosegue in obliquo verso sx, senza percorso obbligato, su terreno via via più facile, fino a che non si raggiunge il colle del truc san martino con fantastico panorama sulla val di susa. In 5’ si può anche raggiungere la cima del truc. Per scendere si prende il sentiero che sale leggermente all’inizio, dopo pochi metri si va a destra al bivio e si scende passando davanti alle striature nere fino a foresto. Arrivati al parcheggio sterrato delle striature c’è un comodo passaggio che permette di arrivare direttamente dentro l’orrido senza passare dal paese, basta andare a destra e salire la sterrata che poi diventa sentiero. (circa 30’ in totale).

Storico
Iniziata novembre 2020, finita agosto 2021.
F. e M. Ventre, M. Vigorita

IMG 5434   Copia

Avventure dietro casa

Tutto è iniziato in una calda giornata di agosto, ero andato per il mio compleanno a fare la ferrata di Foresto con la mia ragazza visto che non l’aveva mai percorsa primae ci tenevo a farle vedere il magnifico ambiente dell’Orrido in cui è inserita.IMG 20210228 165354933

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Multipitch sportive alla punta Nini di Cateissard: Scheda Tecnica

Ambiente stupendo, dolomitico, ideale in inverno o mezze stagioni. Le diverse falesie del Cateissard sono ormai un riferimento per l’arrampicata invernale dei piemontesi e non solo, con più di 100 monotiri dal IV all’8b, si aggiungono ora al sito vie sportive multipitch che richiedono una attrezzaturaminima.
La punta Nini è la spalla sinistra del monte Cateissard, alta circa 150 metri.La parete è verticale e con pochissime cenge, caratteristica rara (!). L’arrampicata è entusiasmante e mai banale, ideale per la scalata sportiva. Le vie seguono filoni di roccia che spesso sorprendono per l’ottima qualità, non ci sono scavi, qualche presa naturale è stata consolidata per renderla duratura nel tempo.
Queste vie sono progettate per essere scalate in libera, magari tornandoci più volte come su un monotiro, sfidandosi ad eliminare i resting su tutta la via in continuità, da cima a fondo.
Anche dopo le piogge, la parete rimane asciutta. Base comoda.Evitare giornate ventose.
Accesso: in 30 minuti da case Trucco sopra Bussoleno in Valle di Susa. Dopo grandi nevicate verificare la percorribilità della strada per Falcemagna, si libera comunque in fretta vista l’esposizione. Arrivati al cippo con l’indicazione delle montagne circostanti proseguire in piano fino alla parete.
Tutte le vie partono dalla falesia Profondo Rosso di Cateissard e sono frutto di più combinazioni anche di preesistenti monotiri con gradi dal 6b al 7c.
Le più consigliate per linearità ed omogeneità di grado sono qui descritte. Resta ovviamente la possibilità di collegare i vari tiri secondo le proprie preferenze di difficoltà e stile e sempre ci si può calare.
Ad ogni tiro è stato dato un nome e un grado per identificarlo e progettare la propria via ideale.
Materialeper tutte le vie : Corda singola da 80 metri, doppia serie di rinvii, discensore/Reverso volendo GriGri, casco.
Discesa: in doppia per le combinazioni 1 e 3. Per le vie più a destra ,autoassicurandosi si scende dalla ferrata della cengia del settore Falchi,Penne e Croci o in doppia dalla sosta bassa di Duran Duran (no da Innominata è più di 40 metri).
La chiodatura è ravvicinata, stile falesia, la pulizia accurata, ma rimane pur sempre un ambiente naturale, prestare le consuete attenzioni.
Note: Punta Nini è in ricordo di Nini (Tommaso) Giorda.

Combinazione 1) L’ultima tentazione di G&B
140 metri di sviluppo -7a+Max, 6b Obbl.
Itinerario entusiasmante,vario, nessun tiro banale, ambiente dolomitico
L1 7a+ Primi 8 spit di Centoventi poi si prosegue dritti su spit inox fino alla sosta più alta sempre inox . Il nuovo tiro si chiama Centrotrentadue, la somma delle età degli apritori.
L2 6c La Panza, piccolo strapiombo da interpretare.
L3 7a+ Il Muro Bianco, lunghezza mozzafiato in scenario dolomitico.
L4 6c+ The Roof come dice il nome, supera a sinistra in grande esposizione il grande tetto triangolare.
L5 6c+ The Top tiro finale da non sottovalutare, piuttosto fisico.
Discesa tre doppie da L5, L3 e L2.Moschettonare in discesa prime due doppie.
Note:Chiodata e liberata da Andrea Giorda e Claudio Battezzati (G&B) –Nov 2021

 

Combinazione 2) La Pi Düra
110 metri di sviluppo –7c Max, 6b Obbl
Come dice il nome è la combinazione più difficile, un bel trofeo per i più forti.
L1 7c Gatto di Piombo, è il tiro più difficile della falesia Profondo Rosso. Un passo chiave, continuità e uscita dura, non fermarsi alla catena del monotiro ma andare a fare sosta sulla cengia
L2 7a The Link, tacche da stringeree piedi a scomparsa in traverso verso destra fino alla cengiadi Falchi Penne e Croci, grande ambiente.
L3 7b+ FalconFly, muro a tacche e finale in leggero strapiombo da scalare con decisione . Fare manovra e ridiscendere sulla cengia per far salire il secondo di cordata.
Discesa dalla ferrata della cengia autoassicurandosi, o doppia dalla sosta alla base di Duran Duran( attenzione dalla sosta alla base di Innominata non bastano 40 metri)
Note: Gatto di piombo chiodato e liberato da Andrea Giorda, on sight Federica Mingolla. The Link chiodato e liberatoda Giorda e Battezzati (G&B). FalconFly, chiodato da Marco Croce e Fabrizio Pennicino liberato da Carlo Giuliberti.

Combinazione 3) Peccati di presunzione
130 metri di sviluppo 7a+ Max (No rest 7b), Obbl 6b
Via molto varia, con partenza in leggero strapiombo e muro centraleentusiasmante in piena parete, da antologia, il “Muro Magico”. Se superato senza sosta un 7b morbido di continuità.
L1 7a+ Il Risveglio della Forza, partenza fisica, continuità e boulderino finale. Superare la sosta del monotiro e andare alla sosta sulla cengia.
L2 7a+ Muro magico 1, scalata a buchi e tacche non facile da interpretare a vista, ambiente stupendo.
L3 7a  Muro magico 2, tettino e passaggi delicati ( se si uniscono i due tiri, senza resting 7b, supertiro di continuità)
L4 6c+The Roof, come dice il nome, supera a sinistra in grande esposizione il grande tetto triangolare.
L5 6c+ The Top, tiro finale da non sottovalutare, piuttosto fisico.
Discesa tre doppie da L5, L3 e L1. Moschettonare in discesa prime due doppie.
Note: Il Risveglio della Forza chiodato e liberato da Andrea Giorda. Muro Magico,TheRoof e The Top chiodati e liberati da Andrea Giorda e Claudio Battezzati (G&B)- Nov. 2021

 

Combinazione 4) Andrà tutto bene
100 metri di sviluppo 7aMax, Obbl 6b
Ricorderà questi tempi di Covid. Scalata molto varia, esigente e di soddisfazione per chi scala sul 7a non regalato.
L1 7a Rafa Nadal, tiro vario con un muretto a piccole tacche che richiede intuito e decisione, non andare alla sosta del monotiro ma alla sosta sulla cengia a sinistra
L2 7a The Link, tacche da stringere e piedi a scomparsa in traverso verso destra fino alla cengiadi Falchi Penne e Croci, grande ambiente.
L3 7a Innominata, muro impegnativo con passi finali decisi, grande ambiente . Fare manovra e ridiscendere sulla cengia per far salire il secondo di cordata.
Discesa dalla ferrata della cengia autoassicurandosi, o doppia dalla sosta alla base di Duran Duran ( attenzione dalla sosta alla base di Innominata non bastano 40 metri)
Note:RafaNadal chiodato da Claudio Battezzati e liberato da Andrea Giorda. The Link chiodato e liberato da Andrea Giorda e Claudio Battezzati (G&B). Innominata, chiodato da Marco Croce e Fabrizio Pennicino liberato da Andrea Giorda.

 

Combinazione 5) La Pi Mola
100 metri di sviluppo 6c Max, Obbl 6b
Via varia e divertente, caratterizzata da passaggi fisici alla Dulfer sul primo e sul terzo tiro,molto rari su questa parete normalmente priva di lame e fessure. E’ la più facile, ma non è banale, da non sottovalutare.
6b Le Forme dell’acqua, strapiombini a tacche e dulfer finale molto fisica. Non andare alla sosta del monotiro ma alla sosta a sinistra sopra la lama.
6b+ Muretto, muretto a piccole tacche e traverso
6b+ Tiradita, fessurina rovescia molto divertente.
6c Duran Duran, bel tiro vario in grande ambiente sospeso.Fare manovra e ridiscendere sulla cengia per far salire il secondo di cordata.
Discesa dalla ferrata della cengia autoassicurandosi, o doppia dalla sosta alla base di Duran Duran ( attenzione dalla sosta alla base di Innominata non bastano 40 metri)
Note: Le forme dell’acqua, chiodato da Fabrizio Ferrari e liberato da Ferrari. Muretto e Tiradita chiodati e liberati da Andrea Giorda e Claudio Battezzati (G&B). Duran Duran, chiodato da Marco Croce e Fabrizio Pennicino, liberato da Andrea Giorda.

Multipitch sportive alla Punta Nini di Cateissard

L’Ultima Tentazione di G&B

Mutipitch sportive alla Punta Nini di Cateissard

Link alla Scheda Tecnica.

Cos’è in breve
Non è il Ratikon e non abbiamo neanche Beat Kammerlander (!), a dir la verità il mio socio Claudio Battezzati gli assomiglia molto, è biondo e scolpito dal tempo, entrambi siamo più vecchi di Beat e ci mancano all’appello giusto una manciata di gradi, ma i sogni sono gli stessi.
Dai sogni alla realtà….abbiamo creato delle brevi vie multipitch in un’ottica sportiva, da scalare con poco materiale, giusto corda singola e rinvii. Chiodatura soft ( non come quelle di Beat tranquilli…) che permetta di osare.
Questo nuovo progetto lo abbiamo realizzato alla Punta Nini del Cateissard in Valle di Susa. La punta Nini, piccolo bambino in piemontese, è la spalla sinistra del Cateissard . Alta circa 150 metri, di verticalità assoluta, con pochissime cenge, un bel tetto triangolare, ambiente dolomitico spettacolare, un terreno ideale e non comune in bassa Valle di Susa.
I tiri si possono concatenare a piacere, scegliendo difficoltà e stili . Si sfruttano in parte i monotiri esistenti delle falesie Profondo Rosso e Falchi Penne e Croci. Le vie son concepite per essere scalate in libera (!), e vista la brevità, ripetute per eliminare i resting, proprio come su un monotiro.
Non vi allenerete perSilbergeier o per Wogu, ma lo scalatore medio dovrà impegnarsi per portarle casa pulite da cima a fondo. Difficoltà dal 6b al 7c, obbligatorio 6b.
Una delle particolarità più piacevoli è che potrete togliervi piccole soddisfazioni su multipitchin pieno inverno, in un ambiente meraviglioso, aereo dal sapore alpino. Se non c’è vento il microclima del Cateissard è piacevolissimo e dopo le piogge la parete resta in gran parte asciutta.
Buone scalate e buon Natale da G&B.
Nota: la punta Nini è dedicata a Nini (Tommaso) Giorda.

27 Ultima Tentazione di G&B  Liberati tutti i tiri! Claudio Battezzati e Andrea Giorda (800x600)

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