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Aria sulla quarta corda - La Richiodatura

Ho conosciuto Fiurens grazie a Silvio Falco, amico di entrambi.

Un mattino, di parecchi anni fa, ci siamo trovati: Fiorenzo, Silvio ed io, al Bourcet per salire una via insieme; di lui avevo sentito parlare e avevo scalato parecchie sue “creature” scrivendo giudizi lusinghieri su, quasi, tutte le sue vie.
Fu subito reciproca simpatia, lui per i miei commenti e io per la sua aria da arrampicatore di altri tempi, per quel parlare in “patuà” ma, soprattutto, per i suoi racconti sulla realizzazione delle vie che avevano sempre qualcosa di divertente.
Dopo questo incontro ne seguirono altri, a volte Fiurens mi telefonava per combinare di salire una via insieme, sulla doveva fare manutenzione o voleva delucidazioni su una salita che avevo percorso e recensito su Gulliver.

FOTO 1

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Nuova via - L'Eretica

ROCCA DEI NIDI - PILASTRINO
Via “L’ERETICA”
Si tratta delle evidenti strutture quarzitiche poste sul versante opposto alle pendici della Rocca Predena.
Stagione: tutte le stagioni, importante che non ci sia neve e si evitino le giornate troppo fredde, il posto riserva un microclima particolare mai troppo caldo.
Tipo di roccia: Quarzite di ottima qualità.

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Valsoera Express - nuova via nel Gran Paradiso

Imparando si invecchia, questo è uno dei nomi che avevamo pensato per questa nuova via. Un giochino di parole per dire che si, con il tempo si impara e si evolve, ma è anche vero che il peso degli anni (e non solo) non è poi tutta sta meraviglia da portarsi appresso.

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Nuova via: La Rana e lo Scorpione

La Rana e lo Scorpione, parete del lago Serrù, valle dell'Orco.

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Descrizione:
Via nata come d’esplorazione, dal basso senza ispezioni, tra blocchi pericolanti e roccia croccante. Ardita e con chiodatura super minimal, cui sono stati aggiunti in seguito diversi punti per renderla più fruibile. Continua nelle difficoltà e spesso da proteggere. I tratti più difficili sono generalmente protetti da spit. Diversamente, dove sono presenti fessure le protezioni sono di posa piuttosto semplice.
Si ricorda che l’itinerario è da considerarsi una via di montagna e nonostante l’immane lavoro di disgaggio e pulizia, gli appigli e i punti dove proteggersi vanno valutati con attenzione.
Tutti i tiri sono belli e meritevoli, spesso fisici, a volte tecnici, sempre e comunque serve concentrazione nella scalata e nella posa delle protezioni.
Iniziata in ottica esplorativa nell’agosto 2024 da Filippo Ghilardini e Andrea Giorda, poi continuata da Filippo con Chiara Raposo e Simone Dorbolò in altre due riprese nel Settembre 2025 e finita sempre con loro nel giugno 2026.

-Un po’ come nella favola di Esopo, mi sono trovato a cercare di aprire una via se non “plaisir” quantomeno in linea con l’approccio gentile e sportivo delle altre vie della parete. Invece, come lo scorpione che attraversando il fiume sulla schiena della rana va a pungerla decretando la sua stessa fine, in nome della sua natura… Avevo aperto di nuovo una via impegnativa, chiodata lunga e con grossi obbligatori. A posteriori e sotto l’influsso del Giorda, signore della parete, ho aggiunto diversi spit, messo soste da falesia e rivisto i gradi. Avrò redento la mia natura? O forse sono la rana, e non lo scorpione!-
FG

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Le infermiere salveranno il mondo

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Ulisse stava uscendo dalla casa in cui aveva vissuto, o meglio sopravvissuto negli ultimi 15 anni, tirandosi dietro una valigia, neanche tanto grande, ed era il giorno di Ferragosto.

Si girò indietro per vedere i suoi libri, i suoi dischi, le sue foto, la sua vita e continuò a camminare cercando di non pensare a nulla se non che quello che stava facendo era giusto, o almeno l’unica cosa da fare.
Uscì appoggiando lievemente la porta allo stipite, così come lentamente si avviò verso l’androne di casa, attraversò il giardino, ormai cotto dal sole ed entrò in auto come su una navicella spaziale diretta su un altro pianeta.
Girò la chiave d’accensione e subito si sentì una canzone di De Gregori; era da settimane che la sentiva, più volte al giorno, conosceva la melodia, il ritmo ma si rifiutava di imparare le parole a memoria. Le parole gli piaceva ascoltarle come se fosse la prima volta ma le dimenticava ogni volta che la canzone terminava e passava il dito sul comando del riascolto, ascoltava di nuovo con attenzione le parole cercando qualche attinenza alla vita che stava conducendo.
Si stupiva persino dei pensieri che ogni volta lo assalivano alla fine della canzone, era come se rimanesse folgorato dalle parole del testo che aveva ascoltato centinaia di volte.
Poi concludeva che una canzone non è che parole e musica, che può dare emozioni ma non indicare la strada da intraprendere.
In poco tempo, arrivò alla nuova casa, una casa enorme per una persona sola, ma non aveva alternative, era il posto che sarebbe diventato, prima o poi, suo.
La casa di sua madre.

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