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Arrampicare con nut e friend, il corso rivoluzionario!

passet eugeniaIl Vallone di Sea prende origine dal piccolo paese Forno Alpi Graie nelle Valli di Lanzo. Da qui parte una strada sterrata non carrozzabile che si apre a due possibilità: guadare il fiume e raggiungere alcune delle imponenti pareti di arrampicata che caratterizzano il vallone sul lato destro idrografico oppure continuare per il sentiero che porta fino al Col di Sea (3100 mt) al confine con la Francia. Anche da questa parte sono presenti settori di scalata, meno imponenti rispetto agli altri, ma apprezzabili soprattutto in tardo autunno, perchè prendono sole già dal mattino. Contrariamente a ciò che molti pensano, è il vallone di Sea ad essere stato il luogo di nascita del movimento del Nuovo Mattino, sviluppandosi e diventando famoso solo alcuni anni dopo nell’adiacente Valle dell’Orco. L’aspetto fantastico del vallone è accentuato dai nomi delle vie e dei settori, tutti ispirati ai libri de Il Signore degli anelli di Tolkien. Ma la caratteristica fondamentale di questo posto è l’ambiente incontaminato: il torrente con l’acqua azzurra e le pietre bianche, la vegetazione rigogliosa, la purezza dell’aria e del suono. Per questo motivo anche solo immaginare le escavatrici che deturpano un paesaggio del genere e le betoniere che colano cemento per costruire una strada nel bel mezzo del vallone, credo farebbe inorridire chiunque. Per fortuna, grazie alle proteste di molti, arrampicatori e non, la valle è stata risparmiata dalla sua distruzione.

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Il corso di alpinismo della Gervasutti, la Scuola si racconta

20170610 155917 (Large)Anche quest’anno il corso di alpinismo della scuola G. Gervasutti è giunto al termine, gli allievi sembrano quasi dispiaciuti di mancare al solito appuntamento serale per le lezioni teoriche e a quello del week end per l’uscita in montagna. Quest’anno però qualcosa è cambiato in questo corso, cambia la direzione, che passa in mano a Giampiero Bertotti, istruttore nella scuola da diversi anni.

Tutti, allievi e istruttori si riuniscono nella cena di fine corso; e quale migliore occasione per la consegna degli attestati di partecipazione agli allievi e per rivivere insieme le emozioni provate, le esperienze vissute e i magnifici luoghi visti durante il corso.

Le prime emozioni riportano sicuramente nella Valle Orco, valle che può essere definita come la culla dell’alpinismo, un punto di partenza che permette di entrare poi nel vero mondo dell’alpinismo, ma anche un luogo che può offrire un allenamento prima di affrontare le grandi cime.
Ad invadere la valle, un gruppo di circa quarantacinque persone tra allievi e istruttori a celebrare l’arte dell’incastro. Questo perché è una delle poche valli che concede ancora una scalata trad, proponendo magnifiche fessure dentro le quali gli allievi si sono cimentati.

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Quarta uscita del corso di alpinismo: l’esperienza sulla cresta Preuss

IMG 9252 (Large)La quarta uscita del 69° corso di alpinismo della Scuola Gervasutti prevede due giorni in uno dei rifugi più famosi e nascosti del bacino del Monte Bianco. Il rifugio Dalmazzi spunta piccolo ma fiero su un promontorio in mezzo alle montagne, dalla sua terrazza domina tutta la Val Ferret e divide il mondo reale dal mondo avventuroso e surreale degli alpinisti. Con una bella passeggiata che in questa annata si presenta più semplice per la poca neve, si arriva al cospetto del ghiacciaio che pian piano si sta ritirando e si trasforma in rivoli di acqua che scorrono verso valle. Come si addice ad una buona scuola, il primo giorno è stato Photo 18 06 2017, 07 53 21 (Large)dedicato ad illustrare le manovre di soccorso e di recupero. La sera arriva finalmente il momento tanto atteso da tutti: la formazione delle cordate e la scoperta della meta attesa per il giorno dopo. Quattro cordate hanno deciso di affrontare la famosa cresta Preuss che solca l’Aiguille du Savoie (3304m), ma soprattutto la sveglia alle 3.45 del mattino. Alle 9 della sera alcuni tra istruttori e allievi erano già sotto le coperte, è facile immaginare chi. Suona la sveglia, scendiamo cercando di fare meno rumore possibile, ma con un po’ di invidia per chi la sveglia ce l’ha ancora lontana. Colazione abbondante, facce assonnate ma trepidanti, voglia di dormire ma anche voglia di partire. Alle 4.30 le quattro cordate escono dal rifugio, l’aria è fredda ma non quanto ci si aspetterebbe, le frontali in fila indiana si muovono verso la meta.

Quando il cielo incomincia a schiarirsi siamo già con i ramponi ai piedi e l’odore è quello frizzantino che si respira solo la mattina presto su un ghiacciaio. Arrivati alla base, mentre ci prepariamo, ne approfittiamo per ascoltare un po’ di storia. L’apritore, Paul Preuss, nasce in Austria nel 1886 e muore alla giovane età di 27 anni nell’ottobre del 1913 precipitando durante la scalata dello spigolo nord del Mandlkogel, una montagna in terra natia. E’ proprio nel 1913 che sale la cresta sud est dell’Aiguille du Savoie che porta il suo nome. Preuss era un sostenitore delle salite in solitaria, affidandosi non alla sicurezza data da mezzi artificiali, bensì a quella acquisita tramite una corretta valutazione delle proprie capacità. Incantate dai racconti, le quattro cordate incominciano la salita verso la vetta. Il primo ostacolo è uno stretto camino che le relazioni riportano di IV grado e ovviamente tutti i pensieri vanno a Paul Preuss che da solo affronta queste difficoltà. Dopo aver ragionato a lungo, giungiamo alla conclusione che 

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Album corso AR1 2015

Il nostro allievo Davide ha voluto regalarci questo Album di fotografie per ricordare il corso roccia base 2015, buona visione!!

 

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