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Ricordo di Tony, Adry e Margherita

logo gervaIstruttori ed ex istruttori della Scuola Gervasutti ricordano con grande affetto Antonio Lovato Dassetto, Adriano Trombetta e Margherita Beria D'Argentina ad un anno dalla loro scomparsa. Hanno lasciato un vuoto incolmabile nei cuori di tutti, che si percepisce nell'attività della Scuola ma soprattutto nella vita quotidiana. Si avverte nell'ambiente alpinistico ma anche al di fuori, data la loro capacità di creare legami forti che nascevano dalle passioni comuni ma che erano in grado di evolversi e andare oltre. A loro è dovuto un ringraziamento speciale per tutti i sorrisi condivisi, i ricordi che rimarranno nel cuore, gli insegnamenti che ci hanno fatto crescere come Scuola e come persone.
Ci stringiamo nel ricordo insieme alle famiglie e agli amici.
Con grande affetto,


Il corpo istruttori.

tony adry 1

 

 

Mr Kosterlitz, I presume

Il Masso Kosterlitz come eraMr Kosterlitz, I presume 

 Il 15 Febbraio Mike Kosterlitz ospite del CAI a Torino.

Ebbene sì, anche noi potremo pronunciare la fatidica frase “Mr Kosterlitz, I presume”, come fece il giornalista Morton Stanley con l’esploratore David Livingstone, perso e ritrovato in Africa.


J. M. Kosterlitz, proprio quello che ha seminato la nostra gioventù di enigmi su roccia, come la famosa fessura in valle dell’Orco, riapparirà nella tribù degli scalatori piemontesi.


L’appuntamento è per il 15 febbraio alle ore 21.00 , nella prestigiosa Sala degli Stemmi al Monte dei Cappuccini (Ingresso Museo Nazionale della Montagna).


Ad intervistarlo sarà Roberto Mantovani, giornalista nato professionalmente alla Rivista della Montagna, fucina intellettuale del Nuovo Mattino. Con lui Il grande Ugo Manera, che fu compagno di avventure del nostro ospite scozzese, ora diventato premio Nobel per la Fisica. Una bella soddisfazione per Ugo, che ha come simpatico Nickname “Pane e Pera” (Pane e Pietra) a sottolineare la sua proverbiale schiettezza di vedute.


Ma diciamolo, a noi grezzi scalatori del Nobel ci importa poco, se non fosse che ha riportato a Torino Kosterlitz in persona. Il Nobel dell’arrampicata se lo era già guadagnato da tempo… con l’innovazione nella scalata e nei materiali, in quel Nuovo Mattino di Gian Piero Motti e compagni.


Scalare la fessura Kosterlitz a Ceresole, ancora oggi è il test di entrata per essere accreditati in valle Orco… chi arriva per la prima volta si fionda a provarla con esiti non sempre positivi. Gli affettuosi “Vaffa...“ non si contano, ma che livello aveva Kosterlitz nel 1970?


Per chi vuole saperne più, un racconto di Andrea Giorda alle prese con la Kosterlitz - Isherwood all’ Avancorpo del Pizzo Porcellizzo nel gruppo Masino Bregaglia.

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Vercors: una falesia lunga 2km

Saou 1 (Large)Eccoci a Saoû, alla falesia “Du Son”, la più agevole da raggiungere per sfruttare le ultime ore del pomeriggio delle corte giornate autunnali. Siamo nel dipartimento del Drôme, nel sudovest della Francia. Torniamo sempre con piacere a visitare la zona più meridionale del grande parco naturale del Vercors. Alloggiamo vicino a Crest dove nel raggio di poche decine di chilometri possiamo accedere ad almeno quattro grandi siti di scalata diversi per esposizione e caratteristiche. La città di Crest dista da Torino 350Km, è dominata da un grande ed evidente donjon, uno dei più alti d’Europa. Oltre a Saoû, altri siti di scalata sono Ombléze, Trois Becs e Pont de Barret. Sono falesie ideali per le stagioni più fredde (autunno, inverno e inizio primavera) quando meglio si coglie il piacevole tepore del sole invernale. Il calcare è raramente lucido, spesso tagliente e mette alla prova le dita. Facile trovare tiri di 35m, quindi sempre meglio avere una singola di lunghezza sufficiente.

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“Monsù, për piasì an tira la corda?” Ovvero alle origini della Scuola Gervasutti

raymondi mauroOggi ho appuntamento con Ugo Manera e Carlo Crovella, nostra destinazione è Saint Pierre alla ricerca delle origini della Scuola Gervasutti. A Saint Pierre vive Lino Fornelli (classe 1929) che fu istruttore nel 1951, quattro anni dopo la fondazione della Scuola. Questo è il primo di una serie d’incontri con gli ex istruttori. Il nostro obiettivo è raccogliere testimonianze sulla storia della Scuola da riproporre in occasione dell’anniversario dei 70 anni dalla fondazione (1948-2018).
Provo orgoglio e curiosità ad accompagnare Ugo e Carlo in questo piccolo viaggio e così mi offro di fare l’autista, scattare qualche fotografia e per quanto possibile fornire supporto tecnologico. Il viaggio scorre velocissimo grazie ai racconti entusiasmanti di Ugo completati dal punto storico di Carlo frutto del suo meticoloso lavoro di ricerca svolto per scrivere le recenti pubblicazioni.

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Arrampicare con nut e friend, il corso rivoluzionario!

passet eugeniaIl Vallone di Sea prende origine dal piccolo paese Forno Alpi Graie nelle Valli di Lanzo. Da qui parte una strada sterrata non carrozzabile che si apre a due possibilità: guadare il fiume e raggiungere alcune delle imponenti pareti di arrampicata che caratterizzano il vallone sul lato destro idrografico oppure continuare per il sentiero che porta fino al Col di Sea (3100 mt) al confine con la Francia. Anche da questa parte sono presenti settori di scalata, meno imponenti rispetto agli altri, ma apprezzabili soprattutto in tardo autunno, perchè prendono sole già dal mattino. Contrariamente a ciò che molti pensano, è il vallone di Sea ad essere stato il luogo di nascita del movimento del Nuovo Mattino, sviluppandosi e diventando famoso solo alcuni anni dopo nell’adiacente Valle dell’Orco. L’aspetto fantastico del vallone è accentuato dai nomi delle vie e dei settori, tutti ispirati ai libri de Il Signore degli anelli di Tolkien. Ma la caratteristica fondamentale di questo posto è l’ambiente incontaminato: il torrente con l’acqua azzurra e le pietre bianche, la vegetazione rigogliosa, la purezza dell’aria e del suono. Per questo motivo anche solo immaginare le escavatrici che deturpano un paesaggio del genere e le betoniere che colano cemento per costruire una strada nel bel mezzo del vallone, credo farebbe inorridire chiunque. Per fortuna, grazie alle proteste di molti, arrampicatori e non, la valle è stata risparmiata dalla sua distruzione.

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