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TROMBA & FRIENDS

TROMBA & FRIENDS 25 Febbraio, Falesia del Cateissard Val di Susa, Bussoleno


Adriano in apertura sulla via G.T. Giorda Trombetta  Rocca dell'ulivoIl 25 febbraio alle ore 11:00 alla falesia del Cateissard sopra Bussoleno, per chi vorrà esserci, scaleremo insieme e metteremo le targhette a tre nuove vie, Il Tromba, Tony Lov e Margherita.
Non è una operazione commerciale o promozionale solo il desiderio di ricordare con un piccolissimo gesto i tre ragazzi, Adriano Trombetta, Antonio Lovato e Margherita Beria d’Argentina caduti sullo Chaberton un anno fa.
Adriano amava il Cateissard, perché sapeva già di montagna “un pezzo di Dolomiti piantato in Val di Susa”. L’ultima volta che ci siamo visti avevamo individuato una linea da chiodare insieme.
La via “Il Tromba “ appunto e da lì son seguite le altre due. Antonio lo conoscevo bene, non Margherita, ma mi è sembrato logico riunirli tutti e tre, visto che insieme se ne sono andati.
Ricordo le parole di Adriano “ Diavolo di un Giorda quante vite hai… un‘altra ne hai tirata fuori” riferendosi al mio improbabile nuovo ruolo di chiodatore di falesie.
Tromba & Friends dunque, per chi ha conosciuto questi ragazzi. Tre persone con una passione smisurata, per la vita vissuta, la natura, l’avventura... con tutti i pregi e i difetti che ognuno di loro, come noi, si porta dietro.


Di seguito alcune ricordi e riflessioni sulla morte in montagna e su Adriano Trombetta, mio compagno di tante avventure.

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Ricordo di Tony, Adry e Margherita

logo gervaIstruttori ed ex istruttori della Scuola Gervasutti ricordano con grande affetto Antonio Lovato Dassetto, Adriano Trombetta e Margherita Beria D'Argentina ad un anno dalla loro scomparsa. Hanno lasciato un vuoto incolmabile nei cuori di tutti, che si percepisce nell'attività della Scuola ma soprattutto nella vita quotidiana. Si avverte nell'ambiente alpinistico ma anche al di fuori, data la loro capacità di creare legami forti che nascevano dalle passioni comuni ma che erano in grado di evolversi e andare oltre. A loro è dovuto un ringraziamento speciale per tutti i sorrisi condivisi, i ricordi che rimarranno nel cuore, gli insegnamenti che ci hanno fatto crescere come Scuola e come persone.
Ci stringiamo nel ricordo insieme alle famiglie e agli amici.
Con grande affetto,


Il corpo istruttori.

tony adry 1

 

 

Mr Kosterlitz, I presume

Il Masso Kosterlitz come eraMr Kosterlitz, I presume 

 Il 15 Febbraio Mike Kosterlitz ospite del CAI a Torino.

Ebbene sì, anche noi potremo pronunciare la fatidica frase “Mr Kosterlitz, I presume”, come fece il giornalista Morton Stanley con l’esploratore David Livingstone, perso e ritrovato in Africa.


J. M. Kosterlitz, proprio quello che ha seminato la nostra gioventù di enigmi su roccia, come la famosa fessura in valle dell’Orco, riapparirà nella tribù degli scalatori piemontesi.


L’appuntamento è per il 15 febbraio alle ore 21.00 , nella prestigiosa Sala degli Stemmi al Monte dei Cappuccini (Ingresso Museo Nazionale della Montagna).


Ad intervistarlo sarà Roberto Mantovani, giornalista nato professionalmente alla Rivista della Montagna, fucina intellettuale del Nuovo Mattino. Con lui Il grande Ugo Manera, che fu compagno di avventure del nostro ospite scozzese, ora diventato premio Nobel per la Fisica. Una bella soddisfazione per Ugo, che ha come simpatico Nickname “Pane e Pera” (Pane e Pietra) a sottolineare la sua proverbiale schiettezza di vedute.


Ma diciamolo, a noi grezzi scalatori del Nobel ci importa poco, se non fosse che ha riportato a Torino Kosterlitz in persona. Il Nobel dell’arrampicata se lo era già guadagnato da tempo… con l’innovazione nella scalata e nei materiali, in quel Nuovo Mattino di Gian Piero Motti e compagni.


Scalare la fessura Kosterlitz a Ceresole, ancora oggi è il test di entrata per essere accreditati in valle Orco… chi arriva per la prima volta si fionda a provarla con esiti non sempre positivi. Gli affettuosi “Vaffa...“ non si contano, ma che livello aveva Kosterlitz nel 1970?


Per chi vuole saperne più, un racconto di Andrea Giorda alle prese con la Kosterlitz - Isherwood all’ Avancorpo del Pizzo Porcellizzo nel gruppo Masino Bregaglia.

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Vercors: una falesia lunga 2km

Saou 1 (Large)Eccoci a Saoû, alla falesia “Du Son”, la più agevole da raggiungere per sfruttare le ultime ore del pomeriggio delle corte giornate autunnali. Siamo nel dipartimento del Drôme, nel sudovest della Francia. Torniamo sempre con piacere a visitare la zona più meridionale del grande parco naturale del Vercors. Alloggiamo vicino a Crest dove nel raggio di poche decine di chilometri possiamo accedere ad almeno quattro grandi siti di scalata diversi per esposizione e caratteristiche. La città di Crest dista da Torino 350Km, è dominata da un grande ed evidente donjon, uno dei più alti d’Europa. Oltre a Saoû, altri siti di scalata sono Ombléze, Trois Becs e Pont de Barret. Sono falesie ideali per le stagioni più fredde (autunno, inverno e inizio primavera) quando meglio si coglie il piacevole tepore del sole invernale. Il calcare è raramente lucido, spesso tagliente e mette alla prova le dita. Facile trovare tiri di 35m, quindi sempre meglio avere una singola di lunghezza sufficiente.

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“Monsù, për piasì an tira la corda?” Ovvero alle origini della Scuola Gervasutti

raymondi mauroOggi ho appuntamento con Ugo Manera e Carlo Crovella, nostra destinazione è Saint Pierre alla ricerca delle origini della Scuola Gervasutti. A Saint Pierre vive Lino Fornelli (classe 1929) che fu istruttore nel 1951, quattro anni dopo la fondazione della Scuola. Questo è il primo di una serie d’incontri con gli ex istruttori. Il nostro obiettivo è raccogliere testimonianze sulla storia della Scuola da riproporre in occasione dell’anniversario dei 70 anni dalla fondazione (1948-2018).
Provo orgoglio e curiosità ad accompagnare Ugo e Carlo in questo piccolo viaggio e così mi offro di fare l’autista, scattare qualche fotografia e per quanto possibile fornire supporto tecnologico. Il viaggio scorre velocissimo grazie ai racconti entusiasmanti di Ugo completati dal punto storico di Carlo frutto del suo meticoloso lavoro di ricerca svolto per scrivere le recenti pubblicazioni.

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