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DIVAGAZIONI ARRAMPICATORIE SUL CORSO AR1

164cd663 772c 4b01 8c45 581159a772b9Saliamo il sentiero che ci porta alle Courbassere, da sempre la storica palestra per eccellenza della scuola G.Gervasutti, dove generazioni di istruttori e allievi si sono approcciati incidendo come una colorata penna vibro i loro nomi sui massi che come teste gigantesche fanno da contorno a noi che, come un gregge irrequieto, riempiamo l’aria di voci e di scherni, per poi trovare lo spazio per i nostri giochi..
Vederci li, tutti insieme con i nostri colori e le nostre attrezzature fa piacere, sembra di essere arrivati su un enorme palcoscenico dove da li a poco, si dovrà girare un film di “cappa e spada”.
Vedo le facce dei ragazzi e delle ragazze che, in cerca della loro sicurezza, si arrovellano per ricordarsi i nodi e le manovre imparate nella lezione teorica.….sarà così per tutta la giornata: tra chi si spiuma le falangi su una placca maledetta, chi si aggroviglia nella corda (anche con il rischio di surriscaldarsi le parti riproduttive‼), chi comincia a usare i denti per far uscire la corda – troppo in tiro – dal rinvio.
Sbababam…. Il copertone viene giù in men che non si dica e tu salti in alto come un grillo! La prova copertone, quella sconosciuta‼!...per un attimo li aveva fatti pensare di essersi iscritti a un corso di formazione per gommisti,…. Ora sanno cosa significhi l’esclamazione: “volo‼‼”..lo hanno appreso e cominciano a preoccuparsi.


La giornata trascorre veloce, tra chi comincia a non sentire più le indicazioni del Kapò di turno (alias istruttori), tra quelli che provano la tortura (tipica della santa inquisizione) della risalita su corda (ma a che kaiser servirà risalire una corda se tanto andiamo in falesia o al Palabraccini????), tra chi si avventura a infilare mani, braccia e piedi in una fessura viscida e umida come la gola di un pesce gatto……che pare si chiami Dulfer!!!
Finisce la giornata davanti alla solita birretta… e tutti si sentono climber, tutti hanno qualcosa da raccontare, da confidare al vicino, da confessare al proprio istruttore, ma va bene tutto, la prima uscita è andata alla grande e già si pensa a Montestrutto.
Montestrutto, parco giochi alpino collocato nella pianura morenica tra Piemonte e Valle
d’Aosta, che accomuna bimbi, bimbetti, ragazzi, adulti e vecchi alpinisti … tutti a giocare a fare i
climber. Ci proviamo anche noi, un pochino appartati per stare tranquilli e dare due dritte agli allievi.


Oggi si arrampica, parliamo di Caruso, si spiega che non è soltanto un tenore ma un metodo…buio assoluto, forse bisogna ripassare qualche concetto!
La giornata va via come il pane, tutti ad arrampicare e a tirare le prese, le tacche unte di troppa magnesite, a non capire “perché lei passa e io no”, che la lolotte, non è un aggrovigliamento di polpacci e talloni…ma un passo di danza verticale.. Tutto ok, tutto come previsto…compresa la solita birretta.71111845 2660044650680561 351553840660611072 n
E siamo in Sbarua, nomen omen…… per i non Sabaudi Rocca Spaventosa. Oggi un freddo porco, neanche essere vestiti a cipolla ti aiuta, quasi-quasi sei propenso ai vecchi metodi alpini….ma la “sgnappa” di prima mattina, rischierebbe di farti perdere sul sentiero….meglio lasciar perdere.
Lo “scudo di Enea”….sarà 20 anni che non lo ripeto, l’ultima volta avevo le Mariacher violette! Accanto a me l’epidemico aristocratico (al secolo Andrea Giorda accademico e scrittore) racconta della Sbarua ai suoi allievi, e come un incantatore di serpenti lascia tutti a bocca aperta, racconta dei padri storici che l’hanno frequentata, racconta delle sue salite, da giovinetto e con le Superga ai piedi, che hanno sconvolto l’ambiente eroico-narcisista di quei tempi. Vado piano, sia per il freddo becco sia per ascoltare i racconti di Andrea, e mi fa piacere che anche lui non corre e si lamenta del freddo che gli blocca le dita…. Oddio più che dita dei veri Wurstel AIA formato gigante….lo schernisco per quelle “manone” mi ricevo un vaffa‼‼ …. E via tra quattro risate che fanno sempre bene all’anima e al non prenderci troppo sul serio.
Il bar è ancora chiuso ma le placche di Machaby sono già al sole…bene, oggi via lunga e forse la possibilità di riscaldare le ossa al sole, tardo autunnale, della Vallè. Cordate formate e, con allievo e istruttore titolato, si va verso la parete.
Kaiser…. oggi si dovrà prend71558855 2660044234013936 7265350296908333056 nere il ticket per passare ma abbiamo la buona idea di andare a trovare “patata bollente”. Via placcosa il giusto e con qualche diedrino e tetto da superare muovendo bene i piedi. L’allievo sale e….scivola il giusto… sin troppo ma poi ci si accorge che non ha più suola…passi la scarpetta comoda ma arrampicare con il pollicione “quasi” di fuori…magari NO‼!
Noi untori ci diamo il cambio in testa e l’allievo può contare su una lezione ad personam, con arrampicata in parallelo‼, ciò nonostante continua a chiederci come mai sulle vie limitrofe ci siano grappoli di cordate e sulla nostra ….siamo da soli. Fabrizio gli risponde di non preoccuparsi di quei dettagli… ma di spalmare bene il piede e pinzare la tacca!
Salta l’uscita a Finale, il meteo balordo di questo ultimo periodo, non ci permette di chiudere il corso in uno dei posti mitici dell’arrampicata su calcare e, soprattutto, fa saltare la cena di fine corso. Si recupera l’uscita finalese in Val di Susa dove le cose vanno per il meglio e si gustano anche falesie che potranno essere frequentate dagli allievi dopo la fine del corso. Anche la cena viene “salvata” e così in una lotteria guidata dal Direttore capo che distribuisce ciabatte da mare e magliette da passeggiata in via Roma… termina il corso e inizia una bella stagione di arrampicate per chi vorrà provare a “mettersi in proprio”
Hasta la vista‼
Claudio Battezzati/Gian Piero Porcheddu in arte GPP

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