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Arrampicare con nut e friend, il corso rivoluzionario!

passet eugeniaIl Vallone di Sea prende origine dal piccolo paese Forno Alpi Graie nelle Valli di Lanzo. Da qui parte una strada sterrata non carrozzabile che si apre a due possibilità: guadare il fiume e raggiungere alcune delle imponenti pareti di arrampicata che caratterizzano il vallone sul lato destro idrografico oppure continuare per il sentiero che porta fino al Col di Sea (3100 mt) al confine con la Francia. Anche da questa parte sono presenti settori di scalata, meno imponenti rispetto agli altri, ma apprezzabili soprattutto in tardo autunno, perchè prendono sole già dal mattino. Contrariamente a ciò che molti pensano, è il vallone di Sea ad essere stato il luogo di nascita del movimento del Nuovo Mattino, sviluppandosi e diventando famoso solo alcuni anni dopo nell’adiacente Valle dell’Orco. L’aspetto fantastico del vallone è accentuato dai nomi delle vie e dei settori, tutti ispirati ai libri de Il Signore degli anelli di Tolkien. Ma la caratteristica fondamentale di questo posto è l’ambiente incontaminato: il torrente con l’acqua azzurra e le pietre bianche, la vegetazione rigogliosa, la purezza dell’aria e del suono. Per questo motivo anche solo immaginare le escavatrici che deturpano un paesaggio del genere e le betoniere che colano cemento per costruire una strada nel bel mezzo del vallone, credo farebbe inorridire chiunque. Per fortuna, grazie alle proteste di molti, arrampicatori e non, la valle è stata risparmiata dalla sua distruzione.

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Thunder - Parete Perduta, Valle Orco

ventre fabio

Settembre 2016
Era uno di quei giorni di fine estate in cui, archiviati i progetti estivi, ci si dovrebbe riposare, uno di quei giorni in cui si vuole stare serenamente da soli in montagna. Vista la bella giornata decisi di andare a camminare in Valle Orco alla Bocchetta Fioria per vedere la familiare valle da una nuova prospettiva. Arrivato alla bocchetta mi si aprì alla vista un vallone selvaggio pieno di roccia con una parete che spiccava rispetto alle altre, la fotografai accuratamente e la misi nella to-do-list già rassegnato ad andarci tra chissà quanto tempo.

Luglio 2017
Finiti tutti gli esami all’università sono finalmente in vacanza, scopro che in Valle Orco c’è un mio amico belga di nome Lucas che studia e vive a Torino ed è a scalare con dei suoi amici venuti in vacanza in Italia.

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Idee di viaggio (low cost): Vallone di Noaschetta

Stanchi di spendere un intero weekend per fare la coda su di una via ai satelliti del Tacul? Impoveriti dalle spese di autostrada, tunnel e funivia per andare a scalare alle Aiguilles di Chamonix? Logorati dall’ansia di svegliarvi alle 4 al Torino e vedere attorno a voi solo nebbie delle più fitte? Ailefroide è noioso? Il calcare francese è bello, ma granito, fessure ed un rack di friend vi eccitano di più?
Ebbene, se anche voi come me siete giunti al 10 di agosto senza sapere dove andare a passare la vostra meritata ed agognata climbing holiday, esiste un posto dove potete trovare tutto ciò che cerchereste nelle location più blasonate, il costo sarà pressoché zero ed in più vi assicurerete un altro elemento, ormai piuttosto inconsueto, l’avventura! Signore e Signori: il Vallone di Noaschetta!vallone

Nella foto: Il Vallone di Noaschetta visto dall'altro versante della Valle Orco, ben visibili le torri del Blan Giuir e la parete Sud del Monte Castello, oltre all'imponente massa del Gran Paradiso sulla sinistra. (foto: Martina Mastria)

Il fatto che si chiami “Vallone” ha un significato ben preciso, si tratta infatti della più ampia e profonda valle trasversale alla valle Orco, che dai 1065mt di Noasca arriva addirittura ai 4026mt del monte Roc (4000 non riconosciuto), a poca distanza dalla vetta del Gran Paradiso, unico quattromila interamente italiano.

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Lo sperone di Cima Fer è disegnato per il friulano: diedri, lame, spaccature di pietra onesta (*)

raymondi mauroVia Gervasutti alla Cima Fer

Gli allievi del primo corso scoprono la prima via di Gervasutti in Sbarua. Questo è il primo contatto con il rude IV alla “moda vecchia” affrontato alla “moda nuova”, ovvero la dulfer affrontata in scarpette. Una volta terminato il corso sono numerosi gli allievi che si cimentano salendo da primi di cordata la “Gervasutti in Sbarua”. La ripetizione di vie come la Gervasutti in Sbarua è una sorta di banco di prova, che si diventi arrampicatori o alpinisti. Tra le grandi vie di Gervasutti sul Bianco e quella alla Sbarua ne esiste una che consente in una giornata di assaporare un po’ di avventura lontano dall’affollamento, una salita che si addice agli ex-allievi in cerca d’esperienza. In una mattina di un agosto bollente io e Laura decidiamo di trovare un po’ di refrigerio salendo la via Gervasutti alla Cima Fer, zona a noi del tutto sconosciuta.

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Gian Carlo Grassi

manera ugoNell’anno appena trascorso, il 2016, Gian Carlo Grassi avrebbe compiuto 70 anni. Egli aveva iniziato la sua attività alpinistica frequentando i corsi della scuola Gervasutti, terminati i quali, era entrato nell’organico istruttori della stessa. Ritengo doveroso che il ricordo di questo grande personaggio rimanga nei documenti della scuola, per tutti quelli che oggi ne fanno parte e per chi verrà in futuro

 

                                                          

                                                         Gian Carlo Grassi a cura di Ugo Manera

Ricordare un personaggio scomparso non è semplice, vari sentimenti si incrociano e spesso si scivola, magari involontariamente, nella celebrazione retorica elencando enfaticamente meriti e qualità di chi non c’è più. Terribile poi io trovo il modo, abbastanza in uso, di rivolgersi in prima persona con discorso diretto a chi non c’è più.

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