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ITACA NEL SOLE - Cercando Gian Piero Motti

ITACA NEL SOLE - Cercando GPM
Alle 7 inizia il tragitto per il lavoro: il Monviso fa sempre da sfondo e con il polpastrello contro il vetro percorro la cresta Est del Re di Pietra.
È solo martedì ma la montagna non lo sa e costringe molti arrampicatori a legarsi all’albero della nave e ad ascoltarne il richiamo.
Questa sera a soddisfare i nostri desideri ci sarà la prima torinese di “Itaca nel Sole – Cercando Gian Piero Motti”.
Alle 20 la sala del cinema Massimo inizia a riempirsi e con piacere noto che i volti sono quelli di sempre: gli amici e istruttori della Gerva, quelli del Bside, i miti di ieri e di oggi.
IMG 20180522 223629Sono incuriosita dalla sfida di questi due giovani registi, Tiziano Gaia e Fabio Mancari, che con questa iniziativa si dimostrano coraggiosi come le storie che racconteranno.
I fotogrammi scorrono veloci, risate e sorrisi del pubblico terminano in un grande applauso spontaneo alla fine del film.
Non è solo un film su GPM, ma un documentario emotivamente e simbolicamente carico, che va alla ricerca del grande alpinista torinese ed ex- allievo ed istruttore della scuola Gervasutti.
La montagna rappresentata non è fatta di soli chiodi o grandi imprese, ma di persone, di filosofia, di ideali.
Il rischio di sfociare nel mito di Motti e di mettere in secondo piano l’uomo che era, è stato scongiurato dalla coralità delle testimonianze raccolte.
La scelta dei registi, infatti, appare orientata a non ricavare una versione storica ufficiale di Gian Piero – da qui il sottotitolo Cercando GPM – a favore di una libera interpretazione dei suoi scritti e delle testimonianze di chi è stato travolto dal suo pensiero.
Manera, Re, Gobetti, Gogna e gli altri presenti sul palco rappresentano il messaggio del film e ancora di più GP.
GP come filo conduttore invisibile di questi amici e per noi, nuovi occhi con cui guardare all’alpinismo: non più sofferenza e raccolta di salite, ma condivisione e ricerca di senso, allenamento non solo del corpo ma anche della mente.
Quasi naturalmente il percorso di Motti arriva al termine, il suo messaggio è passato e GP si toglie la vita nella sua Val Grande di Lanzo.
Il grande successo del film si fa sentire e per tutti i torinesi il nuovo appuntamento è fissato per il 6 giugno alle ore 21 al cinema Massimo, prenotatevi online, i posti disponibili si stanno esaurendo rapidamente.

Martina Mastria

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19 e 26 Maggio: Valle dell'Orco. Prima uscita corso ALPINISMO 2018

19 Maggio: il 70° Corso di Alpinismo è partito, destinazione Valle dell’Orco.
Cose da non credere al 70° Corso: in tempi di 9c un Signore della montagna insegna ad un manipolo di giovani allievi l’artificiale. Per tutto il Sergent si ode l’antico canto del chiodo che "stai sicuro che questo tiene": Ugo Manera pianta un chiodo, staffa, chiodo, staffa e sale. Così, in pochi minuti si srotola sotto i nostri occhi una bobina di storia dell’alpinismo pratico: meglio di 10 conferenze.

32885990 1863854090299625 3197160130290384896 nPoco più in là, zona Incastromania, Andrea Giorda tiene una lectio magistralis sull’uso di nut e friend nell’arrampicata trad; Claudio Battezzati ipnotizza la platea con un discorso sapienziale sui chiodi: forma, materia e posizionamento. Ai ragazzi di bottega il compito di verificare per ogni allievo lo stato di conoscenza delle manovre fondamentali: tutto OK.
A seguire Fabietto – alias Fabio Ventre, reduce dalla salita in Yosemite Valley del Nose in tre giorni – monta fulmineo Incastromania, e tutti, allieve e allievi [tutti], la saliranno da primi posizionandosi i friend (naturalmente con una corda di sicurezza per evitare incidenti). Così dicasi per il primo tiro della Fessura della Disperazione, addomesticata magistralmente dai ritrovati della tecnica.
Per finire paghiamo il solito obolo di mortificazioni alla fessura Kosterlitz; “l’americano”, per farci capire il livello che bisogna avere per tentare certe imprese, la sale come per magia; gli altri: molti non si staccano da terra, un paio arrancano faticosamente sino alla fine – comunque bravi chi per la tenacia e l’impegno, chi per la riuscita. Per il primo giorno può bastare.

27 Maggio, Secondo giorno.
La gioiosa macchina da roccia della Gerva. Al comando del neo Direttore Floris, sotto l'occhio vigile del sempreverde Battezzati, dopo un Sabato di settaggio degli allievi, Domenica si sono sparpagliate per la Valle dell'Orco e Vallone di Piantonetto, cordate in tutti i settori e vie per tutti i gusti.

33875344 10155727678086848 7473547741365272576 n

 

SERGENT: Nautilus , L'ultima follia di Sir Biss, Locatelli, Legoland, Mi Dissocio. CAPORAL: Orecchio del Pachiderma+Itaca nel Sole+ Rattle Snake. SCOGLIO di MROZ: Gogna, Impressioni di Settembre, Grassi, L’importante è Esagerare.
Puntuale come da previsione è arrivato il temporale, sapientemente anticipato con una partenza antelucana e prima che la pioggia ci bagnasse in parete come pulcini, eravamo già tutti sulla via del ritorno: Gerva bagnata Gerva fortunata.
Il prossimo appuntamento il 30 Maggio per sapere tutto sulla catena di sicurezza; il 3 Giugno alla Castello Provenzale: se sono rose scaleranno, se sono spine si caleranno.

Alé Gerva.

Il Direttivo

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70° Corso di Alpinismo Scuola G. Gervasutti

logo gervaIl 16 maggio 2018 parte il 70° Corso di Alpinismo con una interessantissima lezione teorica sull’arrampicata TRAD.
Quest’anno a fronte di 43 richieste di partecipazione, sono stati ammessi al corso 17 allievi [5 ragazze e 12 ragazzi] divisi tra A2 – corso avanzato – e A3 corso di perfezionamento.
E’ sempre difficile scegliere chi prenderà parte al corso di alpinismo, ci sono quelli che sono fortissimi in arrampicata ma poca dimestichezza con piccozza e ramponi, chi invece al contrario. In tutti i curriculum tra le righe si legge voglia di montagna, voglia di avventura, curiosità e desiderio di imparare.
Poi, ahimè, sono le righe quelle che si leggono, e non sempre l’entusiasmo va di pari passo con l’esperienza accumulata; quel minimo di esperienza richiesta per un corso di alpinismo avanzato.
Talvolta il distinguo tra chi è dentro e chi no è sottilissimo.
Dire no non è bello. Però nessuno è fuori per sempre: chi è interessato, e magari ha fatto o farà qualche corso propedeutico di arrampicata, può tornare con qualche esperienza di salite fatte in autonomia.
 corsi organizzati dalla nostra scuola ci sono tutti gli anni.

Il 19 e 20 Maggio la prima uscita in Valle dell’Orco: che TRAD sia.
Buon corso a tutti gli allievi partecipanti e ai prossimi corsi gli esclusi.

Inoltre durante la prima uscita in Valle Orco, Andrea Giorda ci racconterà un momento di Storia dell'Alpinismo e soprattutto d'arrampicata nelle valli Canavesane del Gran Paradiso, partendo dai tempi di Vaccarone ('800) sino ai giorni nostri....con Green spit e Tom Randall....
Una bella occasione per avere una visione un po' più ampia del solo racconto del nuovo mattino.
L'appuntamento è Sabato 19 Maggio alle 17.30 nella sala messa a disposizione dal comune di Noasca presso il Centro Visite del Parco del Gran Paradiso.
L’invito è aperto a tutti.

Claudio Battezzati

il paradiso rivelato

Relazione fine corso arrampicata libera 2018

6242694f eee4 498c 8e93 aff15971eced1° marzo, Monte dei Cappuccini, Torino: presentazione del corso di arrampicata libera della Scuola Nazionale di Alpinismo Giusto Gervasutti. Istruttori in fibrillazione, come ogni presentazione di ogni corso di ogni anno, futuri allievi ignari di quello che vuol dire iscriversi al nostro corso, perché noi sappiamo, ma loro ancora no, che, oltre ad imparare a scalare, creeranno nuovi legami, nuove amicizie le quali, se sono fortunati, dureranno nel tempo.
Non ci saremmo mai aspettati tutte queste iscrizioni, e invece! 26 allievi, ognuno con la sua personalità, ognuno con il suo grado, ognuno con i suoi obiettivi…pane per i nostri denti!
Come si struttura questo corso? Qualche lezione teorica, qualche lezione pratica indoor e tre weekend di scalata nelle più belle falesie delle nostre zone. In particolare quest’anno le lezioni teoriche sono state due, si sono svolte come serate aperte al pubblico e pubblicizzate, visti i grandi ed importanti ospiti con cui avevamo a che fare. La prima con Tito Pozzoli che ci ha spiegato il metodo giusto per l’allenamento fine alla scalata, e la seconda con i grandi personaggi che hanno fatto la storia dell’arrampicata libera nella nostra vicina val di Susa: Andrea Giorda, Marco Bernardi, Giovannino Massari, Marco Scolaris e Marzio Nardi, i quali sono riusciti a raccontare la storia ma soprattutto a trasmettere la passione che li alimenta.
La meta delle uscite pratiche è ovviamente sempre condizionata dal meteo e quindi variabile. La cosa certa è che le nostre giornate in falesia iniziano tutte con una buona colazione e finiscono con una bella mangiata in qualche posto che merita. In mezzo può succedere di tutto, provare e riprovare quel tiro che viene a tutti ma a te proprio no, anche perchè, dici a te stesso, devi ammettere che non vai mai ad allenarti in palestra in settimana, oppure chiudere quel tiro che non viene a nessuno ma a te sì, e dentro ti senti orgoglioso e ti godi il momento di celebrità millantando che quel passo non è poi così da6b740e 7f15 438f 9361 435f96a1c005difficile, oppure ancora fare quel voletto che tanto ti spaventava, ma ora hai imparato a controllare la caduta e non farti prendere dal panico. Andare in falesia non è solo legarsi ad una corda e scalare finchè il sole non scende. Vuol dire avere degli obiettivi, ognuno ha i suoi, tutti rispettabili, che sia riuscire a chiudere il tiro di 7b o di 6a, o fare tutti i quinti della falesia perché oggi non hai voglia di metterti in gioco, ma solo di scalare canticchiando.
Per questo cerchiamo di insegnare ai nostri allievi la tecnica dell’arrampicata, le manovre, l’allenamento giusto per migliorare e non farsi male, ma anche il valore degli obiettivi, dei compagni di arrampicata, della storia dei nostri luoghi e della loro roccia. Con l’augurio e la speranza che questa passione e tutto ciò che l’accompagna non si affievolisca mai nel tempo, e possa essere una fuga dalla quotidianità, un rifugio dalla pesantezza…aspettando il weekend che finalmente si scala con gli amici migliori!
Grazie agli allievi che mostrano tenacia e voglia di imparare. Grazie agli istruttori che con il loro impegno danno vita a tutto questo! Arrivederci, al corso di alpinismo!

Eugenia Passet

Andiamo in Yosemite?

15 (Large)Andiamo in Yosemite?

A cura di Fabio Ventre

Spesso le migliori avventure nascono per caso. In una giornata fredda e umida di gennaio dovevo andare a fare dry tooling a Ceresole Reale quando la mattina ricevo un messaggio dal mio amico che diceva di non poter più venire. Indeciso su cosa fare vado lo stesso da solo sperando di incontrare qualcuno in falesia, e in effetti trovo una forte guida che conosco con il suo gruppo di amici, con i quali riesco a scalare. Uno di loro mi dice che di lì a poco, in primavera, sarebbe partito per l’America giusto il tempo necessario per salire la mitica via del Nose.
L’idea mi stuzzica molto ma sul momento non ci faccio troppo caso, però una volta tornato a casa come un tarlo inizia a scavare nel cervello finché non mi trovo a controllare i prezzi dei biglietti aerei. Mando un messaggio a Lucas, un amico belga con cui ho scalato molto nelle Alpi quando studiava a Torino, e che l’anno prima era stato in Yosemite scalando alcune delle più belle vie della valle, per sapere che cosa ne pensa. Inizialmente mi dice che non ha vacanze, poi dopo un paio di settimane mi richiama dicendo che anche lui continuava a pensarci, quindi si parte!
Lui decolla da Bruxelles e io da Torino, per cui ci diamo l’appuntamento direttamente a San Francisco, fa effetto ritrovarsi per scalare dall’altra parte del globo! Super eccitato e dopo molte domande insistenti da parte del Border Patrol sul traffico ed uso di marijuana (avevo fatto scalo ad Amsterdam e dopo undici ore di volo non avevo una bella faccia) riesco finalmente ad entrare in America. Sembra veramente di essere in un film o di giocare a GTA San Andreas, le autostrade a sei corsie, le macchine giganti e i fast food ovunque ci fan capire che qui tutto è sovradimensionato e per fortuna lo sono anche le pareti di roccia, non a caso “big wall”.1 (Large)

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