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GRIMSEL - Un Eldorado di granito

1 insieme

PREFAZIONE

I fratelli REMY ieriUno dei grandi centri dell’arrampicata d’aderenza è senz’altro Grimsel, un Eldorado di granito. A scoprirla nel 1981 e a chiamarla Eldorado sono stati due fratelli svizzeri : Claude e Yves Remy, ai tempi nella foto accanto; la loro vita è una bella storia che consigliamo di leggere.
Eldorado è una gigantesca e perfetta placconata di granito lisciata dai ghiacciai. Una parete da sogno che non ha eguali; si erge per oltre 500 metri dalle acque del lago di Grimsel da cui prende il nome. Una parete che non ha una cima vera e propria da conquistare, ma solo il piacere di arrampicarcisi sopra; anche se la scalata è prevalentemente di placca non mancano dei magnifici diedri regolari e belle fessure da integrare con protezioni mobili.


L’Eldorado di Grimsel si trova in Svizzera vicino al passo di Grimsel (2165m) nelle Alpi Bernesi: lingua parlata rigorosamente il Tedesco. L’accesso dall’Italia può avvenire attraverso il traforo del Gran San Bernardo-Marsigny-Sion-Sierre-Brig e la valle del Rodano, oppure attraverso il Passo del Sempione, raggiungendo quindi Brig. Per chi proviene dalla Lombardia: Como-Lugano-Bellinzona-Airolo-traforo del Gottardo-Passo della Furka-Passo di Grimsel. Arrivati al Grimselpass si scende in direzione Handegg-Guttannen, scendendo qualche tornante si devia a SX in direzione del Grimsel Hospiz un lussuoso albergo a 4 stelle all’interno di una antica costruzione arroccata su un isolotto di granito in mezzo al lago. Anni fa una piccola parte dell’edificio era sistemata come un rifugio con cuccette e bagno-doccia al piano, ad un prezzo accessibile, ora dopo una recente ristrutturazione la parte “povera” non esiste più, e i prezzi per una camera sono proibitivi. Comunque il numero di telefono per una qualsiasi informazione è 0041 33 9824611. Altre sistemazioni alberghiere sono ad Handegg ma molto più in basso oppure arrivare ai paesi di Guttannen,Innertkirchen, e Meiringen. Altra proposta è ritornare al Grimsel Pass: ci sono degli alberghi ma sono sempre tutti occupati. Chiedere all’andata, prima di scendere al Grimsel Hospiz, oppure scendere a Gletsch e risalire al Furkapass Hotel Belvedere Tel. 0041 41 888 71 00.E’ una discreta sistemazione ad un prezzo accettabile escluso il cibo, che è meglio portarselo da casa e mangiare in stanza. L’alternativa è piazzare la tenda lungo il lago e al mattino smontarla perché il campeggio è vietato, oppure dormire al coperto in tenda, in macchina o camper, il luogo vicinissimo a Grimsel è un po’ rumoroso per il passaggio di mezzi motorizzati, ma è molto comodo, non ve lo sveliamo, scopritelo voi stessi con questa foto.BIVACCO

Oltre alla qualità della roccia non va dimenticata la bellezza del luogo, avvicinamento alle pareti compreso, un po’ meno bello al ritorno diciamo che anche senza il salitone sul nevaio del Col Flambeaux sul Bianco la sensazione è la stessa; al posto del nevaio c’è una bella scalinata che al mattino si fa in discesa trulli trulli, al ritorno un po’ meno ma tant’è!

2 AVVICINAMENTOAVVICINAMENTO: Dal piazzale del Grimsel Hospitz seguire le indicazioni e il sentiero per il rifugio Lauteraar che passa sopra la diga e che costeggia il lago. Scendere alla diga per l’evidente scalinata in ferro al fondo del parcheggio verso i bagni a SX. Traversare la diga, entrare in una sorta di casupola salirne le scale all’interno e seguire l’evidente sentiero tra saliscendi vari, utile una pila per la galleria che by-passa lo sperone che scende nel lago proseguire per il bellissimo sentiero e oltrepassare una cascata gigantesca e alcuni rigagnoli. Prima di arrivare alla parete si incrocia sulla DX il sentiero di discesa, normalmente c’è un ometto alla base ed appena qualche metro sopra un grosso pietrone a tetto che funge da bivacco ( 2/ 3 posti). Conviene lasciare gli zaini (a discrezione) al bivacco per riprenderli al ritorno senza dover tornare all’attacco della via. Dopo aver posato gli zaini e il superfluo, continuare sin sotto la parete ed appena possibile, a secondo del settore e la via scelta, risalire il pendio. I nomi delle vie anche se alcune scritte sono sbiadite sono scritti alla base.

DISCESA: Dall’ometto d’uscita seguire altri ometti, a DX faccia a monte, giù per una traccia che segue un canale ripido, tra zolle erbose e massi. Massima attenzione se bagnato! Si seguono le tracce sino ad un passaggio obbligato: un risalto del ripido canale di discesa da cui sembra impossibile scendere specie se umido (quasi sempre) ma si può scendere con attenzione arrampicando 3a; oppure a DX, scendendo poco distante dal risalto, è stata attrezzata una doppia che riporta sul sentiero al termine del risalto, se bagnato conviene farla. Si percorre tutto un pratone tornando verso la parete a SX ad un secondo canale con ruscello, portarsi a DX di questo e scendere a ridosso della parete, passi di II grado, eventuale doppia in loco.
Sempre per tracce e zone paludose - attenzione a dove si mettono i piedi per non infangarsi - arrivare mantenendo la direzione verso SX ad una zona boschiva, cercare un passaggio tra di essa e riprendere il vago sentiero tra rigagnoli vari, pervenendo in prossimità del bivacco sotto il pietrone dove si sono lasciati gli zaini (sempre che all’andata lo si sia trovato!): 1 ora buona abbondante se si conosce la strada. Non dimenticatevi la frontale, se fate tardi siete panati.
Da qui in 1 ora e mezza circa al parcheggio; calcolare approssimativamente dalle 10 alle 14 ore da parcheggio a parcheggio, a seconda della via.

3 panoramaMATERIALE: Tutte le vie, comprese quelle recentemente riattrezzate necessitano sempre di una serie di friends sino al N° 3 BD e una di nuts, tuttavia all’interno di ogni illustrazione di via presentata in questa monografia è specificata la tipologia del materiale indispensabile, sarà poi a discrezione dell’arrampicatore, secondo le proprie capacità, raddoppiare alcuni tipi di friends e nuts. Dieci rinvii possono bastare, indispensabile avere due corde da 60mt, alcuni tiri sono molto lunghi, anche per fare fronte ad un’eventuale ritirata. E normale dotazione alpinistica personale.

Perché presentare l’Eldorado di Grimsel?
Un giorno Marco Bernini ed io, parlando di salite, scopriamo di avere una passione comune per l’Eldorado. Per entrambi l’innamoramento inizia sin da quando i fratelli Remy pubblicarono le prime relazioni e articoli sulle riviste specializzate, Rivista della Montagna del 1984, e successivamente l’articolo uscito su Alp n° 49 del Maggio 1989, firmato da Marco Lanzavecchia, Da allora abbiamo cominciato a sognare l’Eldorado. Nel 1994 feci la mia prima via a Grimsel “FORCES MOTRICES” con Adelchi Lucchetta inseparabile compagno di scalate e Gino Forlani, tutti e tre della scuola G.Gervasutti. Ricordo che fu una superba salita nonostante la mancanza di una relazione articolata. Da allora sono ritornato spesso con diversi compagni su quelle placche adrenaliniche, lo stesso per Marco che solo negli ultimi anni è riuscito ad andarci e ritornarci più volte come preso da una malia. La malia che aveva colpito entrambi all’insaputa l’uno dell’altro è proseguita negli anni, e persiste ancora oggi nonostante il considerevole numero di vie salite.
Perché allora presentare l’Eldorado quando oggi in circolazione ci sono diverse guide con itinerari disegnati e alcune monografie su riviste specializzate che parlano di Grimsel?

Perché in queste pubblicazioni e in rete si continua a relazionare esclusivamente le vie ormai diventate delle ‘’classiche difficili’’. Le vie che presentiamo, oltre alle classiche, sono le meno frequentate e le meno conosciute della parete.
Neanche nel Web si trovano notizie precise, e gli articoli sull’Eldorado usciti su Alp e Pareti in questi ultimi anni presentano quasi unicamente Motorhead con i tiri più fotografati del mondo verticale, che è bellissima ma anche l’unica dove si rischia la coda e di cui, appunto, è possibile trovare la relazione ovunque...assieme alla più placcosa Septumania.

4 PARETEUltimamente su Vertical N°36 di Luglio/Agosto 2012 è apparsa una piccola monografia, con una certa scelta di itinerari, ad opera degli stessi Remy. Ci pare tuttavia, senza offendere nessuno, che regni una certa confusione tra richiodature e tracciati non in linea con quelli che appaiono sulle guide in circolazione. Probabilmente ciò è dovuto anche al fatto che nel rinchiodare le loro vie, i Remy hanno anche variato qualcosa.
Lo scopo nostro è duplice: da un lato stimolare l’interesse a salire percorsi meno noti e frequentati, dall’altro offrire una descrizione il più possibile dettagliata delle vie che abbiamo salito nel corso degli anni e di cui esistono solo schematiche relazioni.
Metal Hurlant e Yeti sono due capolavori che alternano placche e fessure, El Maestro invece è essenzialmente l’apoteosi dell’aderenza, solo un tiro con delle fessure più pochi metri all’uscita del tiro di 7a+, unica pecca una certa mancanza di logicità in qualche tiro. Ma questa è una “ricorrente” in molte vie dei Remy, tanto a Grimsel che in altri siti.

Metal Hurlant , Yeti ed El Maestro sono sufficientemente chiodate e solo raramente si rischia il botto, al max lunghe scivolate. Per ogni via questo verrà descritto...
Hirniriss invece è ottimamente chiodata, forse quella con più materiale in loco. Scalata molto varia: diedri e fessure, da integrare facilmente, si alternano a placche ben protette. Cosi come per Schweiz Plaisir un vero piacere come dice il nome via abbordabile e ben chiodata, con un diedro verticale appigliato da scalare piacevolmente. Oppure Gletscherweiss molto lunga e varia
riattrezzata recentemente per non confonderla con gli spits datati delle vie accanto che sono state oggetto di dissidio nel 1995 tra i Remy e Lorenzo Merlo Guida Alpina di Milano apritore delle vie “Tullio” e “X&X”. Bello il suo racconto “Sono stato a scuola da Remy” Fatti e misfatti in Eldorado” facilmente reperibile sul Web.
Discorso a parte per Marche ou Creve dove nella maggior parte dei tiri è meglio non cadere, le scivolate vi metterebbero nei panni di un cerino...sempre che non si arrivi direttamente alla cengia di partenza...col botto. Ma è davvero il “punto d’arrivo” per chi ama la scalata psico ma mai atletica, nonché via simbolo della parete.

5 veduta d'insiemeLo scomparso Jurg Von Kanel ha avuto la pensata di inserire una selezione di vie dell’Eldorado nella guida Plaisir West, scelta discutibile; è vero che le difficoltà, per lo standard odierno, non sono elevate, ma il piacere se lo vive solo chi ama la scalata un tantino expò. Questo vale anche per la “facile” Motorhead...dove nulla è scontato e il sapersi proteggere è d’obbligo.

Il motivo per cui questa parete, una volta presa d’assalto, è finita nel dimenticatoio, credo sia da attribuire tanto al fatto che il tipo di scalata non ha più molti proseliti, quanto al fatto che chi ha il grado per scalare quelle vie in sicurezza, quindi un po’ più alto dell’obbligatorio, preferisce farne altre meglio chiodate. Più o meno come è successo per il Verdon. Beh...offre però il vantaggio di non far code sulle vie, Moto e Septu a parte, come già detto.

NB:
i protagonisti oggi SELFIETutte le vie che presentiamo hanno uno sviluppo di circa 550m, alcune anche maggiore. Informatevi bene delle condizioni METEO prima di partire per Grimsel, le sue placche possono trasformarsi in pochi minuti in micidiali cascate d’acqua, e il sentiero di discesa in pericolosi scivoloni e fangose paludi.
Ultima cosa l’intervento dell’elisoccorso Svizzero non è gratuito: si paga in anticipo ed è molto costoso, inoltre è sempre consigliato avere con se la tessera sanitaria nazionale/europea di assicurazione malattia da presentare in caso di infortunio e/o ricovero ospedaliero. Se non si vogliono pagare le spese del soccorso, è possibile diventare soci, con una minima spesa annuale, della guardia aerea svizzera di soccorso la REGA; informarsi in merito presso il nostro Club Alpino Italiano(CAI) per le coperture assicurative ed eventuali rimborsi per i soci CAI se totali o con franchigia, o al sito della REGA.
Per il resto buone arrampicate a tutti.

Claudio Battezzati & Marco Bernini

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P.S. : per chi volesse rileggersi l’articolo di Marco Lanzavecchia dell’89:
http://alpinesketches.wordpress.com/2011/01/17/grimsel-il-paese-delle-placche/

La nostra scelta di vie:

El Maestro

Gletscherweiss

Hirnriss

Hypotension

Marche ou Crève

Metal Hurlant

Forces Motrices

Mir

Motorhead

Schweiz Plaisir

Septumania

Venon

Yeti

Franz Benelli

 

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