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Nuova via: La Rana e lo Scorpione

La Rana e lo Scorpione, parete del lago Serrù, valle dell'Orco.

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Descrizione:
Via nata come d’esplorazione, dal basso senza ispezioni, tra blocchi pericolanti e roccia croccante. Ardita e con chiodatura super minimal, cui sono stati aggiunti in seguito diversi punti per renderla più fruibile. Continua nelle difficoltà e spesso da proteggere. I tratti più difficili sono generalmente protetti da spit. Diversamente, dove sono presenti fessure le protezioni sono di posa piuttosto semplice.
Si ricorda che l’itinerario è da considerarsi una via di montagna e nonostante l’immane lavoro di disgaggio e pulizia, gli appigli e i punti dove proteggersi vanno valutati con attenzione.
Tutti i tiri sono belli e meritevoli, spesso fisici, a volte tecnici, sempre e comunque serve concentrazione nella scalata e nella posa delle protezioni.
Iniziata in ottica esplorativa nell’agosto 2024 da Filippo Ghilardini e Andrea Giorda, poi continuata da Filippo con Chiara Raposo e Simone Dorbolò in altre due riprese nel Settembre 2025 e finita sempre con loro nel giugno 2026.

-Un po’ come nella favola di Esopo, mi sono trovato a cercare di aprire una via se non “plaisir” quantomeno in linea con l’approccio gentile e sportivo delle altre vie della parete. Invece, come lo scorpione che attraversando il fiume sulla schiena della rana va a pungerla decretando la sua stessa fine, in nome della sua natura… Avevo aperto di nuovo una via impegnativa, chiodata lunga e con grossi obbligatori. A posteriori e sotto l’influsso del Giorda, signore della parete, ho aggiunto diversi spit, messo soste da falesia e rivisto i gradi. Avrò redento la mia natura? O forse sono la rana, e non lo scorpione!-
FG

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Le infermiere salveranno il mondo

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Ulisse stava uscendo dalla casa in cui aveva vissuto, o meglio sopravvissuto negli ultimi 15 anni, tirandosi dietro una valigia, neanche tanto grande, ed era il giorno di Ferragosto.

Si girò indietro per vedere i suoi libri, i suoi dischi, le sue foto, la sua vita e continuò a camminare cercando di non pensare a nulla se non che quello che stava facendo era giusto, o almeno l’unica cosa da fare.
Uscì appoggiando lievemente la porta allo stipite, così come lentamente si avviò verso l’androne di casa, attraversò il giardino, ormai cotto dal sole ed entrò in auto come su una navicella spaziale diretta su un altro pianeta.
Girò la chiave d’accensione e subito si sentì una canzone di De Gregori; era da settimane che la sentiva, più volte al giorno, conosceva la melodia, il ritmo ma si rifiutava di imparare le parole a memoria. Le parole gli piaceva ascoltarle come se fosse la prima volta ma le dimenticava ogni volta che la canzone terminava e passava il dito sul comando del riascolto, ascoltava di nuovo con attenzione le parole cercando qualche attinenza alla vita che stava conducendo.
Si stupiva persino dei pensieri che ogni volta lo assalivano alla fine della canzone, era come se rimanesse folgorato dalle parole del testo che aveva ascoltato centinaia di volte.
Poi concludeva che una canzone non è che parole e musica, che può dare emozioni ma non indicare la strada da intraprendere.
In poco tempo, arrivò alla nuova casa, una casa enorme per una persona sola, ma non aveva alternative, era il posto che sarebbe diventato, prima o poi, suo.
La casa di sua madre.

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Bullismo alpino

Parete del Serrù, Valle Orco

Mia nonna diceva che chi ha buon senso lo deve mettere. Claudio ed io, che sommiamo 140 anni in due questo saggio lo abbiamo fatto nostro. Mai saremmo tornati su questa vicenda, l’aspetto in sé ci importa assai poco o nulla, molto più grave è il risvolto umano che ci ha profondamente amareggiato.

Ad un anno dall’accaduto in questione, che per noi poteva finire nel momento in cui era nato, ci troviamo costretti dagli eventi e dai continui attacchi via web e anche personali, a raccontare cosa è effettivamente successo. Noi non siamo sui social, non abbiamo voce, non abbiamo followers pronti a mettere like a qualsiasi balla, non siamo professionisti alla ricerca disperata di un pezzo di cielo, non ne abbiamo neanche bisogno, vediamo ancora le cose nel modo reale, dove, semmai, i followers, sono i silenziosi ripetitori delle nostre vie.

2023 Indicando la prima via alla parete del Lago Serrù

2023 Indicando la prima via alla parete del Lago Serrù

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Adotta una Via

Quest’anno la direttrice del corso di arrampicata della GERVA (Scuola Nazionale Giusto Gervasutti di Torino) ha confermato l’usanza, oramai ventennale, di chiusura del Corso di Arrampicata, con l’uscita in Sbarua, luogo storico per tutti gli alpinisti del nord-ovest e Torinesi in particolare.

E’ in quell’occasione, forse perché era da tempo che non venivo da queste parti, che mi sono reso conto del degrado di molte vie storiche e non, di questo sito.

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Tirannica - Nuova via in Val Grande di Lanzo

Tirannica, un nome che per una volta non ho scelto io, e forse per questo motivo lo trovo bellissimo e davvero azzeccato per questa via, e un po' per me.
Già dalla prima volta che vidi la parete dell'Elefante, salendo verso il vallone di Vassola, rimasi impressionato dalla parete sud-est e mi chiesi che razza di vie durissime potessero esserci, ma non erano facili le vie all’Elefante?! Difatti su quella parete in realtà non c’è nessuna via facile, le vie più ripetute sono sulla cosiddetta proboscide, ovvero sulla porzione di parete più appoggiata, che guarda a sud.

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