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Valsoera Express - nuova via nel Gran Paradiso

Imparando si invecchia, questo è uno dei nomi che avevamo pensato per questa nuova via. Un giochino di parole per dire che si, con il tempo si impara e si evolve, ma è anche vero che il peso degli anni (e non solo) non è poi tutta sta meraviglia da portarsi appresso.

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Topo della via

Questa parete nello specifico l’avevo notata scendendo dal Destrera nel 2016, ma me l’aveva fatta davvero “vedere” Andrea Giorda quando qualche anno fa avevamo pensato di fare un’uscita in stile anni ’70 nel Vallone di Valsoera con la Gerva. Alla ricerca di aperture senza storia, ma di avventure con la A maiuscola, un po’ come facevano quelli del Mucchio Selvaggio. Non se ne fece niente, troppa burocrazia, troppi licheni da preservare, troppe responsabilità. Dormire sotto le stelle è diventata una faccenda seria, aprire una via senza lasciar traccia, non parliamone.

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Tornando a questa parete, la Cialma Linsor, mi incuriosiva da tempo perché sul lato sud era presente una via del mio maestro Sandro Zuccon, primi anni ‘80. Dei grandi diedri e delle lunghissime fessure, purtroppo piene d’erba. La sua via era stata poi fagocitata da un altro itinerario relazionato su gulliver e guide, con tanto di nome nuovo, spit ecc… E nessuno che si sia posto il dubbio di menzionare che qualcuno lì ci era già passato, ma tant’è, pare sia una caratteristica dell’animo umano.

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Sul lato ovest, quasi nord-ovest, insisteva invece questo pilastro molto compatto e apparentemente “placcoso” che per circa 150 metri sembrava molto continuo, e con una certa attenzione si sarebbe riuscito a non toccare erba. Restava solo da capire l’effettiva verticalità, e la texture della roccia. Sarà liscia o sarà lavorata? Sarà appoggiata o bella dritta? Sarò capace di salirla dal basso in buono stile?

photo 5820920888411492382 wDopo tanti pensieri e tanti anni decido di andare a vedere e provare a fare un tentativo. È troppo allettante l’idea di aprire una via senza dover pulire per secoli. Poi al fresco! Un miraggio in questa estate torrida. Se penso a Terrazza San Lorenzo, innumerevoli salite e un anno (forse di più?) di lavori, Grand Hotel Piantonetto, otto salite in un anno di lavori, Serrù: 3 anni per due vie.

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Essendo da mesi in fase di trasloco, cerco per ore il mio Revo, l’aggeggio che uso saltuariamente per scalare in autosicura, e proprio non lo trovo. Niente da fare. Quel giorno volevo davvero starmene per conto mio, ma non potevo perdere l’occasione di andare finalmente a vedere questa parete. Sono sotto evento, conto i minuti di tempo libero. Provo allora con Tricky, che so impegnato con il lavoro e i suoi impegni, tra cui cannella. Dopo qualche battibecco, e con il pregresso di un altro grande progetto ancora da terminare, decide alla fine di venire! Grazie per la fiducia.
Da lì in poi va tutto alla grande, sbagliamo ovviamente avvicinamento, ma al ritorno capiamo la strada migliore, la via si apre bene, anche se arrivati sotto volevamo quasi andarcene, era molto più verticale del previsto, sembra un piccolissimo Ancesieu! C’è anche il combetto, bonsai. La parete è verticale, ma la roccia tipica del Piantonetto e di Valsoera, ricca di grosse bugne che miracolosamente permettono la progressione. Poco o niente da pulire.

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Apriamo i primi tiri e scendiamo. La mia idea è di aprire una via completamente a spit. Ma non spit messi appendendosi ai friend, è una cosa che non capisco e non riesco a fare, se ci sono fessure o comunque buoni piazzamenti non posso chiodarle. Decidiamo quindi di evitarle come la peste, anche perché piene di erba, e cercare i muri più belli.

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Tornando al discorso sull’esperienza e l’evoluzione personale, chiodo tanto, ne aggiungo tanti. Vorrei fare una via per una persona come Chiara, che in falesia fa senza problemi il 7b, ma poi con i friend, i nut ecc ecc, ha giustamente un po’ di timore e vorrebbe invece divertirsi. La via è un S1+ secondo me, tranne il 4° tiro, molto difficile da chiodare e dove non riuscivo a fermarmi più di tanto, sarà S2, magari aggiungerò uno spit in partenza quando mi capiterà di tornare.

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C’è da dire che il progetto di fare una via per Chiara è fallito prima ancora di arrivare all’attacco. Ci ha accompagnati a terminare i lavori, ancora sul “sentiero” ha deciso che era uno schifo xD e non sarebbe venuto nessuno a ripeterla. Da qui il secondo nome proposto: “che sarà, sarà”.
La via si scala con una singola leggera da 60mt, sufficiente anche per le calate tutte da massimo 30mt, e con 11 rinvii.

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Vorremmo estenderla ed arrivare in punta alla Cialma Linsor, perché comunque i progetti veloci un po’ ci turbano, ma ne riparleremo l’anno prossimo. Una via aperta in velocità, ma che comunque farà forse qualche altra fermata: è il Valsoera Express.


Filippo Ghilardini (INA – Scuola Gervasutti)

 

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